Il Brunitoio

A+ R A-

Sissi Sardone


Appuntamenti con la Grafica d'autore
Sissi Sardone - Trame sensibili
 

12 dicembre 2015 - 29 febbraio 2016

Esplorare segni e reticoli di sensazioni, per costruire significativi percorsi di relazioni: dimostrare che taluni oggetti esercitazioni attrazioni, lasciano intravedere consistenze inusuali, correlazioni inattese.

Reti che si sviluppano, trame sensibili che nascono e rivelano concatenazioni. Esaurire una funzione immediata dell'oggetto ed introdurre nuovi sensi, nuove conformazioni, nella ritualità del segno che scopre, che ricerca e scopre di nuovo. Si intravede una sorta di connessione diretta fra una specifica e sottile consistenza - che contiene già in sé l'idea della trama che diviene una sensibile profondità -, ed una stratificazione di idee e di forme che si avviluppano attorno alla specificità di un “oggetto” definito: un oggetto che viene “scelto”, includendo così nella materia un procedimento creativo.

Un itinerario conoscitivo, in certo senso, per introdursi in una accumulazione - dapprima fors'anche indistinta, poi sempre più certa e risoluta... - di strati e segni, che corrispondono a fasi d'indagine. In un “oggetto”, condensare una pluralità di soluzioni, di dissolvenze, di evocazioni e di forze che interagiscono, all'apparire di un catalizzatore di creatività che vi si applica, per identificare un segno, definire un'inerzia “meccanica” (o concatenata), riconoscere strati e convergenze di sensazioni sovrapposte.

L'oggetto e gli oggetti: la trama concreta e sottile di una bustina per il tè diviene parte di una trama più complessa, che produce “reazioni” e flussi, aggregando campi di coloriture, sfumature diluite, intorni sensibili che stimolano parallelismi e sensazioni. L'oggetto si inserisce come un segno concreto, con uno spessore e una sua consistenza (materia sottile, porosa, permeabile, fitta ed elaborata) che modificano lo spazio dell'opera ed innervano forme ed ombre che si correlano. Oggetti che divengono occasione d'indagine, in un rapporto di trasformazione costante: una mutazione che si avvale di concretezza e di diafane relazioni, nell'aggiungere e nell'alludere, formando di volta in volta terreni fecondi di esperienze parallele e di esplicite differenze.

Aderire ad un cerimoniale: dapprima latente nell'idea di una “storia” che nasce attorno ad una bustina di tè, si dilata poi nelle combinazioni e nelle relazioni indotte, cambia registro nell'invadere lo spazio dell'opera con altre presenti e future concretezze. Cerimoniale insito in una sequenza gestuale che compone la forma astratta e ritmica della degustazione del tè; cerimoniale riscontrabile nella costruzione delle opere, in cui si presuppone la necessità di intersecare relazioni, forme, concretezza oggettuale, trasformazioni e trasparenze; cerimoniale nell'osservazione dell'opera: il tempo rende confrontabili le esperienze, diviene parte preponderante, assume il valore del ritmo della ritualità che si esplicita in sensazioni (tattili, visive, fors'anche olfattive) e si apre ad indicare la seduzione che si distende in uno spazio di tessiture, fra campi, colori, forme. Trame, quindi: una presenza esile e dettagliata che si irraggia, verso la definizione di un tempo che scorre ed allude ad un divenire sensibile riscontrabile nell'opera.

Francesco Pagliari, dicembre 2015    

Altro in questa categoria: « Exlibris dalla Bielorussia