Il Brunitoio

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Gianfranco Lamon

Appuntamenti con la Grafica d'autore

i personaggi infedeli

3 dicembre 2011 - 31 marzo 2012

gianfranco_lamon

Kate Kollwitz, la signora in nero della grafica tedesca d'inizio secolo, diceva sempre: «Non ho mai fatto un lavoro a freddo, ma sempre, in un certo senso, con il mio sangue».

Sembra averla presa alla lettera Gianfranco Lamon quando, raccontando le sue storie di ordinaria follia, disegna personaggi scomodi e maldestri con una matita così appuntita da incidere il foglio come un coltello. Sarà che, abituato a spremere energia dalle mani, da buon scultore, maestro della materia scavata a pollice o a colpi di spatole, stecche e scalpelli, ha finito per trasferire sulla carta la stessa potenza del modellato. Cosa, peraltro, comune a molti scultori prestati al disegno. Da Medardo Rosso a Giacometti, da Marino a Manzù, tutti capaci di affondare il segno nella pagina per estrarne figure solide dai profili taglienti. Che Lamon, però, estrae a pezzi. Scrollandosi di dosso il peso proprio della materia va a caccia infatti di ombre e sagome leggere, come ectoplasmi, corpi trasparenti, rifilati nello spazio da una linea continua che dalle caviglie sale lungo i fianchi, strizza la vita e s'allarga in petto, prima di curvare sulle spalle e le schiene ingobbite. [Chiara Gatti]

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